Te ne avevo dati tanti, quello non avrebbe fatto la differenza, sembravamo due anime unite, sotto il sole cocente di settembre, si, c'era il sole, ma lui al tuo confronto era soltanto la flebile luce di una lampadina.
"Un morso, il primo, feci rimanere un segno leggero sulla pelle.
Due morsi, più forte, il sole stava calando.
Tre morsi, non mi fermavo alla vista del sangue.
Quattro morsi, sperando che quella fottuta cicatrice ti faccia ricordare di me."
E ti direi che sei inutile come l’aria, ma ricorda che senz’aria non si vive.
E ti direi milioni di volte che ti adoro, che se sorridi tu, sorrido io, che se ci sei tu il resto non conta.
Ed io che ho i complessi, che sono paranoica, ho bisogno di uno come te che mi dica il contrario.
Ho bisogno di te.
Quante promesse, quante non mantenute, quante frasi lasciate a metà in un libro aperto.
Sei andato via da un momento all’altro come se io non fossi mai esistita, lasciando incompleto il puzzle della mia vita. Eri tu, l’ultimo tassello che mancavi per essere felice. “Tu mi fai sorridere”, quante volte te l’avevo detto? Miliardi. E se rileggo quelle conversazioni salvate in un angolino del mio computer, mi fai sorridere ancora e ancora, come se tu fossi ancora al mio fianco
"Cinque morsi, l'ennesimo, sei morsi, te l'ho dato piu' forte, mi hai già dimenticata.'" (memories//)

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