Se c’è una parte del mondo che muore di fame, l’altra muore per la mancanza d’amore e la voglia di non mangiare. La maggior parte delle persone crede che le anoressiche si ritrovano a non toccare cibo per la voglia di emulare le star di hollywood o le modelle in passerella. Niente di più sbagliato!
Anoressia non è il termine giusto per definire questa malattia. Tutto si riassume in Amoressia, cioè quella mancanza di amore nel profondo che viene colmata dal brontolio dello stomaco perchè introduce solo 500 calorie al giorno (e nella maggior parte dei casi anche meno).
E’ una sofferenza continua, si lotta a non ingerire nessuna caloria, si diventa maniacali nel conteggio delle tabelle nutrizionali dei cibi, ci si guarda allo specchio con odio e repulsione, si vive in un mondo dove non c’è più contatto con l’esterno e le persone. Perchè tutto ciò che è fuori Ana (abbreviazione di anoressia nel mondo delle anoressiche) è deleterio per il raggiungimento dell’obbiettivo: diventare sempre più piccola, esile, minuta e fragile al punto da spezzarsi. Eppure qualcosa si è già spezzato dentro. La voglia di vivere, di socializzare, mangiare e farsi guardare.
La fame dell’anoressia non è materiale, non si sazia con gli alimenti del banco frigo o del reparto latticini, no…è una fame psicologica fatta di amore, sensazioni ed emozioni mai avute, recepite e assimilate male.
D’anoressia si muore, ma chi è anoressica è già morta dentro. Una morte da cui si può risorgere se viene presa in tempo.
Chi guarisce può dire fermamente che la vita è bella e per nessuna caloria, amore mancato o abbraccio non ricevuto può essere dilaniata. C’è sempre tempo per ritornare in forma, per innamorarsi e recuperare i gesti d’affetto. L’amoressia si può sconfiggere.

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